Prossimo obiettivo: il risparmio
9 AGO 20

Al netto degli oramai insostenibili oneri economici, quando gli oneri burocratici (che servono invero ad assicurarsi il buon esito degli insostenibili oneri economici) imposti ad un comune mortale per svolgere e/o continuare a svolgere e/o rinunciare/cessare una qualsiasi attività, con o senza dipendenti, richiedono una tale complessità ed articolazione di adempimenti, propri e di terzi, da costituire essi, e ben più dello svolgimento dell’attività al cui servizio sarebbero destinati, il "vero" lavoro, cui impegnare stuoli di addetti, controllori, funzionari e professionisti, vuol dire che si è nel bel mezzo di un grosso problema di sistema. Ed ogni pur invocata soluzione prevede, fatalmente e sempre, giammai la rottamazione del sistema, quanto piuttosto altra abbondante, ulteriore e complessa attività normativa, regolamentare, burocratica… una “roba” sempre più estranea alle esigenze dell’economia, della quale progressivamente si è finito per perdere traccia: prima o poi anche chi ora ha ancora la forza di produrre qualcosa, nel percorso ad ostacoli del sistema smetterà di farlo. (E chi già e/o ancora ora non produce nulla, nulla potrà ricevere da chicchessia per essere "sostenuto"). Tra “tassa e spendi” o “spendi e tassa”, qualcuno ha dimenticato che strozzando invece di coccolare la minoranza che ancora produce e guadagna qualcosa, all’ Agenzia delle Entrate non resterà che attendere il rastrellamento del risparmio accantonato: dopo la casa, sarà il prossimo necessario obiettivo dei tecnici di turno per sfamare la belva. E, per favore, che nessuno osi parlare dello spread che aumenta: aumenterà sempre ed in modo direttamente proporzionale alle tasse perché Lui (lo spread) sa bene che più ne è elevato il livello meno saranno le possibilità che l’economia riprenda a girare…